soliti stronzi

venerati maestri e brillanti promesse
mercoledì, 12 settembre 2007

undici di settembre

11 settembre 1973, Santiago del Cile. Il colpo di stato militare destituisce il governo liberamente eletto. Il presidente cileno Salvador Allende è asserregliato nel palazzo presidenziale, La Moneda, e resiste fino all'ultimo momento. Fino alla morte.
Pochi giorni dopo, il 23 settembre, muore anche Pablo Neruda. La scomparsa del grande poeta sembra l'apice del disfacimento di una nazione.
Quello di Pinochet e degli altri generali non è solo un golpe nel Paese latinoamericano con la tradizione democratica più solida, ma rappresenta soprattutto la fine della più grande esperienza mai conosciuta di transizione pacifica al Socialismo. La disillusione per i tanti che, in tutto il mondo, ci avevano creduto e sperato.
Durante la dittatura la repressione politica da parte dei militari sarà molto forte: oltre 3mila le vittime accertate, centinaia gli scomparsi, i desaparecidos, decine di migliaia i cittadini fermati ed arrestati, almeno 30mila le persone torturate nei centri di detenzione, 100mila quelli che saranno costretti a fuggire all'estero. In tanti si rifugiano nelle ambasciate europee per tentare la fuga. Ci rimarranno per mesi in attesa di un visto diplomatico e di un viaggio aereo verso l'esilio. Un lungo esilio, durato ben 17 anni.

Nel video, Gonzalo Millan recita La ciudad, la sua (bella) poesia sui fatti cileni.
postato da gianap alle ore 02:33 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: anniversari, trasformazione



Commenti