Dal 25 ottobre L'Unità cambia volto. Un formato mini, una grafica più colorata ed accattivante, una vera rivoluzione per il quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924.
Il fotografo Oliviero Toscani, incaricato di ideare la campagna pubblicitaria per lanciare il nuovo formato, ha deciso di trasformare L'Unità in una donna in carne ed ossa, come la figura della neo-direttrice Concita De Gregorio. Risultato: una ragazza di spalle che indossa una minigonna mozzafiato sotto una maglietta rossa con una copia dell' Unità infilata in tasca e 14 aggettivi, tutti al femminile. Nuova, libera, bella, forte, indipendente, impegnata, coraggiosa, sorprendente, generosa, essenziale, indomabile.
Il 25 ottobre, guarda caso, è anche il D-Day veltroniano. Nel senso di Democratic-Day, il giorno della manifestazione nazionale del Partito Democratico al Circo Massimo.
E, guarda ancora il caso, nel 1994, all'indomani della prima vittoria elettorale di Berlsuconi, l'allora direttore de L'Unità Walter Veltroni (sì, sempre lui) lanciava il primo grande restyling editoriale, addirittura sdoppiando in due fascicoli il quotidiano. Nasceva L'Unità 2, quotidiano di cultura e spettacoli, ma era anche l'inizio della grande stagione dei gadget. Quintali di film in vhs, libri, album di figurine Panini, cd, ecc. ecc. Qualche anno più tardi la storia del giornale finirà male. Crollo delle vendite , debiti su debiti e conseguente cessione di quote ai privati. E poi ancora meno copie vendute, giù giù fino alla drammatica sospensione delle pubblicazioni tra il luglio 2000 e il marzo 2001. Poi il ritorno in edicola con un nuovo editore, Alessandro Dalai, e la direzione affidata a Furio Colombo.
Speriamo che stavolta vada un tantino meglio.